Il disturbo ossessivo compulsivo in adolescenza

Il disturbo ossessivo compulsivo (D.O.C.) è una patologia grave che appartiene, secondo le classificazioni nosografiche più diffuse DSM-IV e ICD-10 (WHO, 1992), al più ampio capitolo dei disturbi d’ansia. Sebbene di solito compaia nella prima età adulta, la sintomatologia può avere origine durante l’infanzia. L’età tipica di esordio si aggira tra i sei e i quindici anni nei maschi e tra i venti e i ventinove anni nelle ragazze. In genere i sintomi compaiono su base sporadica, sono di bassa intensità e non provocano disagio marcato, tanto da non attrarre l’attenzione del soggetto (D’ Ettore, 1998). L’esordio in età evolutiva si manifesta prevalentemente con sintomi comportamentali di tipo ritualistico che cambiano molto rapidamente, sebbene sia da segnalare una netta prevalenza dei comportamenti di lavaggio e pulizia (Ravizza, Bogetto, Maina, 1997). In adolescenza e in età adulta la sintomatologia tende ad essere molto simile. Il soggetto si accorge di provare fastidio o disagio quando s’imbatte in alcune situazioni reali o immaginate (possibilità che accada qualcosa, scene viste, pensieri mai avuti) e tenta in qualche modo di alleviare il disagio senza tuttavia riuscirci. Possiamo distinguere in questa patologia, purtroppo assai frequente durante lo sviluppo, le:

Ossessioni: ovvero idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi ed inappropriati che non riflettono semplicemente un’eccessiva preoccupazione per i problemi della vita reale. Queste sono un prodotto della sua mente e non vengono imposte dall’esterno.

Compulsioni: ossia comportamenti (come il lavarsi di continuo, mettere meticolosamente in ordine, controllare eccessivamente, etc.) o azioni mentali (come pregare, ripetere frasi, contare, etc.) che si caratterizzano per essere ripetitive ed intezionali. Le suddette hanno la caratteristica di essere messe in atto in seguito all’insorgere di un’ossessione ed hanno lo scopo di prevenire o ridurre l’angoscia generata da quest’ultima.

Una delle caratteristiche più importanti di una corretta prognosi in età adolescenziale, consiste nella differenziazione del sesso del paziente in quanto il decorso clinico differisce su ragazze e ragazzi, in base ai seguenti aspetti:

Nelle prime prevarrebbero le ossessioni di contaminazione associate a compulsioni di pulizia e lavaggio;

Nei secondi le ossessioni sessuali ed i rituali di ripetizione.

Quali sono le sintomatologie più frequenti?

Data la molteplicità delle variazioni individuali, non è possibile elencare in modo esaustivo tutte le ossessioni e le compulsioni riscontrabili nella pratica clinica. Hyman e Petrick individuano i seguenti tipi di adolescenti patologici:
I CHECKERS (controllori): mettono in atto rituali di controllo per cercare vincere la loro paura eccessiva e irrazionale che possa accadere qualcosa di catastrofico a seguito delle loro azioni.
I WASHERS AND CLEANERS (pulitori): ossessionati dal timore di essere contaminati da germi, sporco, o sostanze estranee.
GLI ORDERERS (“ordinatori”): compiono determinate azioni in modo particolare e perfetta. Esageratamente dediti alla cura e all’ordine.
GLI HOARDERS (accumulatori): collezionano oltremisura oggetti insignificanti trovando estrema difficoltà nel disfarsi di cose vecchie e inutili.
GLI SCRUPOLOSI: ossessionati da problemi morali e religiosi cercando continue conferme sulla loro purezza morale.
A tutt’oggi non è chiara l’origine del disturbo ma, sembrerebbe che i geni giochino un ruolo fondamentale. Non si conosce con certezza l’influsso dell’ambiente (familiare, sociale) ma sembra che sia limitato, anche se su questo punto c’è ancora una grande controversia (Guidetti, 2005).

Quale decorso presenta?

In questo periodo del ciclo vitale, se il DOC non fosse tempestivamente curato, si potrebbero avere quattro tipi di decorso:
EPISODICO: La sintomatologia è presente solo in alcuni periodi di vita del ragazzo.
CRONICO CONFLITTUALE: I sintomi sono incostanti nel tempo, subiscono oscillazioni sulla loro gravità ma, non scompaiono mai del tutto.
CRONICO STABILE: La loro caratteristica è quella di essere graduali e stabili nel tempo.
CRONICO GRAVE: La sintomatologia alterna periodi di gravità seguiti da stabilità che degenerano poi, in nuovi peggioramenti.
Quanto minore è l’età di insorgenza del disturbo, tanto peggiore sembrerebbe essere il grado di funzionamento sociale.

Qual è il trattamento più utile in adolescenza?

I trattamenti più utilizzati in ambito clinico durante questa fase del ciclo vitale sono: quello comportamentale e quello farmacologico.
Il primo utilizza, in adolescenza, delle tecniche di esposizione ovvero delle procedure tese alla riduzione dell’ansia mediante la richiesta ai soggetti di affrontare tali materiali ansiogeni direttamente in vivo, o nell’immaginazione. Il secondo utilizza soprattutto la clomipramina, un antidepressivo triciclico che ha dimostrato di avere notevoli effetti benefici nell’alleviazione della sintomatologia. Si può dunque affermare che la terapia comportamentale costituisce senza dubbio una delle scelte di primo piano e può essere associata con successo alla terapia farmacologica; La clomipramina consente all’adolescente di affrontare le procedure comportamentali con maggiore facilità, mentre queste ultime consentono un più probabile mantenimento del miglioramento una volta che l’effetto del farmaco viene ridotto o sospeso (Dèttore, 1998).

Articolo a cura della Dott.ssa Laura Tullio

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